Il Codice del consumo rappresenta una compiuta risposta all’esigenza, da tempo avvertita, di operare un riordino di tutta la normativa relativa alla tutela del consumatore .
La disciplina inerente tale materia era contenuta, infatti, in una molteplicità di norme di diritto interno, soprattutto di derivazione comunitaria, che si sono succedute nel tempo in maniera assai spesso confusa e frammentaria . L’art. 1 del Codice del consumo si pone come obiettivo quello di “assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori e degli utenti”, sulla base di una armonizzazione ed un riordino di tutte le normative inerenti i processi di acquisto e consumo, elaborando una vera e propria codificazione della materia. Trattasi, pertanto, di un approccio normativo che valorizza – non tanto e non solo – una categoria sociale ovvero un “gruppo sociale” meritevole di tutela, quanto una più complessa ed articolata attività. In questo senso, pertanto, l’attenzione del Legislatore si è spostata dal soggetto (consumatore) al suo predicato (l’atto di consumo); e tanto in forza di una disciplina, per quanto possibile, “trasversale” ed unitaria. Un riassetto normativo di siffatta portata risponde all’esigenza di coordinare ed uniformare tra loro norme interne e norme emanate da organismi comunitari ed internazionali.
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